- Il Pero Misso, presidio di prelibatezza -
La conservazione e la cura delle tradizioni di un territorio sono necessariamente l’effetto di una consapevole valorizzazione delle ricchezze di una terra. A partire da quelle naturalistiche sino a quelle linguistiche, è quanto mai importante fissare alcune regole che assicurino il fondamentale trasferimento delle conoscenze e delle passioni, di generazione in generazione. Relativamente alle specialità gastronomiche territoriali, l’attività dei “presidi” è stata preziosa in questi ultimi anni, consentendo la diffusione di alimenti destinati all’oblio. Slow Food su tutti ha contribuito e contribuisce con grande passione e professionalità. Il territorio veronese è molto ricco di biodiversità, dalla frutta ai cereali, alle coltivazioni vitivinicole.
La particolarità
In Valpolicella esiste un frutto meraviglioso e prelibato che matura in alta collina, divenuto recentemente un “Presidio Slow Food”, per la sua fragilità e delicatezza: Il Pero Misso (qui un bellissimo video)
La particolarità unica di questo frutto, oltre che la tendenza a crescere tra i 500 e i 900 metri s.l.m., è la necessità di un trattamento di maturazione dopo la raccolta, un po’ come le nespole. Si raccoglie ancora acerbo e lo i lascia “dormire” per circa un mese in un luogo buio e asciutto. La buccia durante questo tempo, da verde diviene marrone, di un colore simile alle pere normali troppo mature. La polpa, a differenza delle altre pere, si mantiene tuttavia consistente. I tannini si abbassano e aumentano gli zuccheri, regalando al frutto un sapore delicato e molto dolce.
Nella parte alta di Marano di Valpolicella, ovvero una delle zone in cui cresce questo albero speciale, vive e soprattutto vegeta il famoso “Pero Marchesini”, da nome del podere, di oltre 200 anni di età, inserito trai i Patriarchi Vegetali d’Italia.